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Delacroix e l’ascesa dell’arte moderna alla National Gallery

17 febbraio 2016 - 10:00 - 22 maggio 2016 - 18:00

| £14 - £16
HST862376 Shipwreck on the Coast, 1862 (oil on canvas) by Delacroix, Ferdinand Victor Eugene (1798-1863); 38.1x45.1 cm; Museum of Fine Arts, Houston, Texas, USA; Museum purchase funded by the Agnes Cullen Arnold Endowment Fund; PERMISSION REQUIRED FOR NON EDITORIAL USAGE; French,  out of copyright

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La prima grande mostra dedicata all’arte di Delacroix in Gran Bretagna da oltre cinquant’anni. L’esposizione valuterà per la prima volta l’influenza esercitata da Delacroix nei cinque decenni successivi alla sua morte, fino ai primi anni del XX secolo.

Delacroix è stato il più famoso e discusso pittore francese della prima metà del XIX secolo e uno dei primi maestri moderni. Ogni nuovo lavoro da lui esposto veniva analizzato con fascino dai suoi contemporanei, tra cui Courbet, Chassériau e il poeta e critico Charles Baudelaire. Dopo la morte di Delacroix, avvenuta nel 1863, generazioni di artisti l’hanno continuamente considerato come punto di riferimento per trovare nuovi orientamenti per la loro arte. Sebbene idolatrato come il pioniere di artisti come Manet, Cézanne Renoir, Van Gogh e Matisse, a differenza dei loro nomi, il suo non è uno di quelli famosi oggi.

L’esposizione offrirà ai visitatori la possibilità di (ri)scoprire questo artista rivoluzionario grazie a oltre 60 tele in prestito da 30 importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, tra cui il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay e il Petit Palais (Parigi), il J. Paul Getty Museum (Los Angeles), il Metropolitan Museum of Art (New York), la National Gallery of Art di Washington e il Museo Van Gogh (Amsterdam).

Oltre un terzo dell’esposizione sarà costituito da uno studio delle opere dello stesso Delacroix. Le principali includono i grandi capolavori come il suo Autoritratto del 1837 circa (Musée du Louvre di Parigi); I Fanatici di Tangeri del 1838 (Minneapolis Institute of Art); La morte di Sardanapalo, 1846 (Philadelphia Museum of Art); Le Bagnanti del 1854 (Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Connecticut); e l’intensa Caccia al leone del 1861 (Art Institute di Chicago).
Metà della mostra comprende opere di artisti di generazioni successive che si sono lasciati influenzare dal successo di Delacroix. L’arte di Chassériau in particolare non sarebbe potuta esistere senza l’esempio del vecchio maestro. Tra i capolavori ci sono l’opera raramente esposta di Bazille La toilette (Musée Fabre di Montpellier, Pietà (dopo Delacroix) di Van Gogh (Museo Van Gogh di Amsterdam), Ulivi (Minneapolis Institute of Art), La battaglia dell’amore (National Gallery of Art di Washington), L’apoteosi di Delacroix (Musée d’Orsay, Parigi) di Cézanne, e l’opera di Matisse Studio per “Lusso, calma, e voluttà” (Museo di Arte Moderna di New York). La mostra si conclude con lo Studio per improvvisazione V di Kandinskij del 1910 (Minneapolis Institute of Art), evidenziando una linea diretta di discendenza che va dal maestro del romanticismo fino alle origini dell’astrazione.

Il complesso e ribelle artista, che Baudelaire ribattezzò “un poeta nella pittura” è stato il modello stesso della Boemia, spinto dalla sua visione personale e senza timore dell’opposizione ufficiale. A Delacroix viene riconosciuto il merito di aver liberato il colore e la tecnica dalle regole e dalle prassi tradizionali, aprendo la strada a nuovi stili pittorici. L’uso di pennellate vigorose ed espressive, il suo studio dell’effetto ottico del colore, le sue composizioni audaci e i soggetti esotici hanno ispirato gli impressionisti, i post-impressionisti, i simbolisti e i Fauves a spingere i confini della propria creatività.

Tutti questi estimatori, grazie all’innovativa vivacità dei colori e al vivido ritratto di emozioni umane di Delacroix, trovarono lo slancio per rompere le regole e avere il coraggio di innovare e di sperimentare attraverso le loro opere. “Delacroix era appassionatamente innamorato della passione, ma freddamente determinato a esprimere la passione quanto più chiaramente possibile” (Baudelaire). Dal diario dell’artista: “Non mi piace la pittura sensata”.

Nel 1822 Delacroix causò scalpore sulla scena artistica con la sua prima presentazione al Salone di Parigi della grandiosa Barca di Dante (Musée du Louvre, Parigi). L’opera fu ampiamente derisa, ciononostante fu in seguito acquistata dallo Stato francese. Questa tendenza di profonda opposizione, contrastata da un supporto forte e aperto, continuerà durante tutta la vita di Delacroix. Il dipinto fu poi copiato da Manet e la sua versione sarà esposta alla mostra, così come la copia di Renoir dell’opera di Delacroix Matrimonio ebraico in Marocco (Worcester Art Museum, Massachusetts). Molti giovani artisti incominciarono il loro percorso istruttivo emulando Delacroix.

Delacroix si recò in Inghilterra nel 1825 dove visitò lo studio di Thomas Lawrence e Richard Parkes Bonington. Il colore e l’approccio dei dipinti inglesi influenzarono il suo unico ritratto a figura intera, l’elegante ritratto di Louis-Auguste Schwiter del 1826–30 (National Gallery, Londra). Iniziò anche a esplorare soggetti come la violenza e la sensualità, che furono in seguito ricorrenti nelle sue opere. L’opera del 1827, La morte di Sardanapalo, ancor più discussa della Barca di Dante quando fu esposta per la prima volta nel Salone, è qui rappresentata dalla replica del 1846 (in prestito dal Philadelphia Museum of Art), che Delacroix dipinse per se stesso quando finalmente riuscì a vendere la grande opera originale. Quest’ultima dimostra come Delacroix riusciva a combinare efficacemente macabra fantasia, sensuale bellezza, colori esotici e composizione innovativa per rendere i dipinti allo stesso tempo gradevoli e scioccanti.
Nel 1832, Delacroix si recò in Marocco; quel viaggio gli fornì gli spunti per i soggetti di numerosi dipinti successivi, che avranno poi un impatto notevole sulle opere di Renoir, Gauguin, e Matisse. Dal 1833, Delacroix ricevette numerose commissioni per decorare edifici pubblici a Parigi, incluso la Galerie d’Apollon del Louvre e la Chapelle des Saints-Anges di Saint Sulpice. Quest’ultima è il suo testamento spirituale e viene considerata dai contemporanei per sottolineare un impressionante ritorno della creatività degli ultimi anni di Delacroix.
Christopher Riopelle, curatore dei dipinti post-1800 presso la National Gallery, ha commentato: “L’opportunità di reintrodurre un artista incredibilmente originale e audace al pubblico britannico dopo tanto tempo, rende questa mostra emozionante. Quest’ultima vuole anche presentare Delacroix come un leader tra i suoi contemporanei e uno stimolo alla creatività tra gli artisti per cinquant’anni dopo la sua morte – fino al tempo di Matisse e Kandinsky – e riaffermare il suo ruolo centrale nello sviluppo dell’arte moderna”.

Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery ha dichiarato: “Delacroix è uno di pittori che ha marcato il XIX secolo; innovativo, passionale, totalmente impegnato verso la sua arte ed estremamente influente. La mostra esplora la sua realizzazione e il suo impatto su pittori diversi come Van Gogh e Kandinsky”.

La mostra è organizzata dal Minneapolis Institute of Art e dalla National Gallery, Londra ed è curata da Christopher Riopelle, curatore dei dipinti post-1800 presso la National Gallery, Londra; Patrick Noon, Patrick and Aimee Butler capo curatore dei dipinti presso il Minneapolis Institute of Art.
Orario giornaliero 10–18 (ultimo ingresso ore 17)
Venerdì 10–18 (ultimo ingresso ore 20.15)